La Routine di Cura del Cavallo, Una Guida Completa dal C.I.S.
Molto più di affetto, cibo e acqua
Prendersi cura di un cavallo richiede ben più di semplice affetto, cibo fresco e acqua pulita. Un cavallo è un essere vivente complesso che necessita di attenzioni costanti, controlli periodici e cure specialistiche per vivere una vita sana e serena. Nel nostro Club Ippico Siciliano, con oltre 50 anni di esperienza nella gestione equestre, abbiamo imparato che l’eccellenza nella cura dei cavalli si costruisce attraverso routine precise e dedizione quotidiana.
Esistono controlli e cure che vanno eseguiti annualmente, altri con cadenza semestrale, e alcuni addirittura mensilmente. Dalla salute dentale alla ferratura, dalle vaccinazioni alla tosatura stagionale, ogni aspetto della cura equina contribuisce al benessere complessivo dell’animale. Questa guida, nata dall’esperienza decennale del C.I.S. nella splendida cornice di Villa Castelnuovo a Palermo, vi accompagnerà attraverso i pilastri fondamentali della cura del cavallo, spiegando non solo cosa fare, ma anche perché ogni pratica è essenziale. Perché un cavallo ben curato non è solo più sano e performante, ma è anche più felice e in grado di esprimere pienamente la sua natura magnificente.
I denti del cavallo, specchio dell’età e della salute

La bocca del cavallo racconta storie antiche quanto il rapporto tra uomo e animale. Non a caso, il celebre detto italiano “a caval donato non si guarda in bocca” nasce proprio dall’antica pratica di determinare l’età – e quindi il valore – di un cavallo esaminandone i denti. Questo proverbio, che ci invita a non esaminare criticamente un dono ricevuto, riflette quanto fosse fondamentale l’ispezione dentale nell’antichità per valutare un equino.
Determinare l’età attraverso i denti è una vera e propria arte. I cavalli nascono con denti da latte che vengono progressivamente sostituiti da quelli permanenti seguendo tempistiche precise: i primi incisivi centrali permanenti compaiono a circa 2 anni e mezzo, gli intermedi a 3 anni e mezzo, e gli angolari a 4 anni e mezzo. A 5 anni il cavallo ha la “bocca completa” con tutti gli incisivi permanenti. Dopo questa fase, l’età viene stimata osservando l’usura progressiva dei denti, la scomparsa delle “coppe” (depressioni centrali della superficie dentale), l’angolo di incidenza degli incisivi che diventa sempre più acuto con il passare degli anni, e la forma della superficie masticatoria che da rettangolare diventa ovale e poi triangolare dopo i 15 anni.
Tuttavia, i denti del cavallo non sono importanti solo per determinarne l’età. La cura dentale è fondamentale per la salute generale dell’animale. I cavalli hanno denti ipsodonti, che crescono continuamente per tutta la vita per compensare l’usura naturale della masticazione. Il movimento laterale della mandibola durante la masticazione, combinato con il fatto che l’arcata superiore è naturalmente più larga di quella inferiore, crea bordi taglienti e appuntiti sui lati esterni dei molari superiori e sui lati interni di quelli inferiori. Questi bordi possono causare dolorose lacerazioni alle guance e alla lingua.
La limatura dentale dovrebbe essere eseguita con regolarità: ogni 6 mesi per puledri e cavalli anziani, annualmente per i cavalli adulti in salute tra i 5 e i 17 anni. Durante questa procedura, il veterinario utilizza strumenti specifici per levigare le punte taglienti, correggere eventuali irregolarità come uncini o onde, e garantire una superficie masticatoria uniforme. Una bocca dolorante impedisce al cavallo di masticare correttamente, compromettendo la digestione e l’assorbimento dei nutrienti, causando perdita di peso, e potendo portare a colica o soffocamento per cibo mal triturato.
I segnali che indicano problemi dentali includono il “quidding” (lasciar cadere bocconi di cibo parzialmente masticato), difficoltà a mangiare, perdita di peso, resistenza al morso, scuotimento della testa durante il lavoro, e salivazione eccessiva. Al C.I.S., consideriamo la cura dentale preventiva una priorità assoluta per garantire il comfort e la salute di ogni cavallo della nostra scuderia.
Pelo e tosatura, tra necessità, stagionalità e tradizioni
La tosatura del cavallo è una pratica che da sempre divide il mondo equestre tra sostenitori e oppositori, ognuno con argomentazioni valide. La decisione di tosare o meno un cavallo dovrebbe sempre basarsi sulle sue esigenze individuali, sul tipo di lavoro che svolge, e sulle condizioni di stabulazione.
Perché tosare? I cavalli sviluppano un mantello invernale folto per proteggersi dal freddo, ma questo può diventare problematico per i cavalli in lavoro regolare. Durante l’esercizio fisico intenso, un cavallo con pelo lungo suda copiosamente e impiega ore ad asciugarsi completamente, rischiando di raffreddarsi. La tosatura facilita la termoregolazione durante il lavoro, accelera l’asciugatura, riduce drasticamente i tempi di toelettatura, e permette di monitorare meglio la condizione fisica e di individuare eventuali ferite o problemi cutanei. Per i cavalli affetti dalla malattia di Cushing, che non riescono a perdere il pelo invernale naturalmente, la tosatura diventa una necessità medica per evitare il surriscaldamento.
Perché non tosare? Il mantello naturale del cavallo è un sistema perfetto di isolamento termico e protezione. Tosando si rimuove questa protezione naturale, rendendo necessario l’uso di coperte appropriate – un impegno che richiede attenzione costante ai cambi di temperatura. I cavalli tosati sono più vulnerabili alla pioggia, al vento e alle variazioni climatiche, e richiedono una gestione più intensiva. I critici della tosatura sostengono che i cavalli selvatici regolano perfettamente la propria temperatura senza intervento umano, e che tosare sia una pratica innaturale che crea dipendenza dalle coperte.
Il periodo ideale per la tosatura va tipicamente da novembre a ottobre, anche se le tempistiche variano in base alla zona geografica e al clima. La prima tosatura avviene solitamente in ottobre-novembre, quando il pelo invernale è completamente cresciuto. È importante comprendere che la crescita del mantello non è regolata dalla temperatura, come molti credono, ma dal fotoperiodo – la durata delle ore di luce giornaliere. Quando le giornate si accorciano dopo il solstizio d’estate, la ghiandola pineale del cavallo aumenta la produzione di melatonina, che stimola la crescita del pelo invernale. Al contrario, quando le giornate si allungano dopo il solstizio d’inverno, la diminuzione della melatonina segnala ai follicoli di preparare il mantello estivo.
Alcuni collegano la crescita del pelo anche alla produzione di melanina, il pigmento responsabile del colore del mantello. Una nutrizione adeguata, particolarmente l’apporto di rame e zinco (essenziali per la sintesi di melanina) e di biotina, supporta la salute del pelo e la produzione di pigmento. Tuttavia, è il fotoperiodo, non la melanina, a controllare i cicli di crescita stagionale.
Una credenza affascinante, tramandata da culture di tutto il mondo, sostiene che la luna influenzi la crescita del pelo. Secondo questa tradizione, tosare durante la luna crescente stimolerebbe una ricrescita più rapida e folta, mentre tosare durante la luna calante rallenterebbe la crescita. Queste credenze, documentate fin dall’antica cultura Maya e perpetuate in testi come il Farmer’s Almanac, fanno parte del folklore equestre ma non trovano conferma scientifica. La crescita del pelo è regolata da processi biologici interni (genetica, ormoni, nutrizione) piuttosto che da forze lunari esterne. Tuttavia, il fascino di queste tradizioni persiste, e molti cavalieri continuano a consultare le fasi lunari per programmare la tosatura.
Al C.I.S., valutamo ogni cavallo individualmente prima di decidere se procedere con la tosatura, considerando il suo carico di lavoro, le condizioni di vita, l’età, e la nostra capacità di gestire adeguatamente le coperte necessarie. Il benessere del cavallo viene sempre prima dell’estetica.
Zoccoli e ferratura, le fondamenta della salute equina

“Niente zoccolo, niente cavallo” – questo antico adagio equestre racchiude una verità fondamentale. Gli zoccoli sono strutture straordinariamente complesse che sostengono l’intero peso dell’animale e assorbono l’impatto di ogni movimento. Ogni zoccolo è composto da molteplici parti: la muraglia (la parte esterna visibile), la suola, il fettone (la struttura triangolare al centro della suola che funziona come ammortizzatore naturale), le barre, e internamente l’osso triangolare, il navicolare e numerose strutture vascolari e nervose.
Gli zoccoli crescono continuamente, circa 6-10 millimetri al mese, e richiedono cure regolari per mantenere lunghezza, forma e equilibrio corretti. La pareggiatura e la ferratura dovrebbero essere eseguite ogni 6-8 settimane, indipendentemente dal fatto che il cavallo sia ferrato o meno. Attendere troppo tempo tra un intervento e l’altro può causare crescita eccessiva, crepe, scheggiature, squilibri che mettono sotto stress tendini e legamenti, e potenzialmente problemi più gravi come la navicolite o addirittura la laminite.
Il maniscalco (qui c’è un articolo in cui parliamo di Clemente il nostro maniscalco di fiducia) è l’artigiano specializzato in questa arte antica quanto essenziale. Il suo lavoro inizia con un’attenta valutazione dello zoccolo, della conformazione del cavallo, del suo movimento e dell’uso a cui è destinato. Per i cavalli ferrati, il maniscalco rimuove i ferri esistenti, pareggia lo zoccolo per riportarlo alla lunghezza e angolazione corrette, e poi foggia e applica i nuovi ferri. Questi possono essere di vario tipo: ferri standard in acciaio per uso generale, ferri in alluminio più leggeri per cavalli da corsa o da competizione, ferri ortopedici per correggere problemi specifici di appiombi o deambulazione, o ferri con ramponi per maggiore trazione su terreni scivolosi.
Non tutti i cavalli necessitano di ferri. Cavalli che vivono prevalentemente al pascolo, con buona conformazione degli zoccoli e che lavorano su terreni morbidi, possono rimanere scalzi beneficiando di una circolazione migliore e di un contatto naturale con il terreno. Tuttavia, i cavalli da lavoro, quelli che percorrono terreni duri o rocciosi, o che hanno conformazioni problematiche traggono vantaggio dalla protezione offerta dai ferri.
La cura quotidiana degli zoccoli è altrettanto importante quanto il lavoro del maniscalco. Ogni giorno, prima e dopo il lavoro, gli zoccoli dovrebbero essere puliti con il nettapiedi per rimuovere sassi, fango e detriti che potrebbero causare ascessi o problemi come il marciume del fettone (una condizione batterica maleodorante che deteriora il fettone). Durante questa operazione quotidiana, si dovrebbe controllare la presenza di calore anomalo, crepe, perdita di ferri, o qualsiasi segno di zoppia.
Vaccini e controlli veterinari, prevenire è meglio che curare

La medicina preventiva rappresenta il pilastro fondamentale della gestione sanitaria equina moderna. I vaccini proteggono i cavalli da malattie potenzialmente mortali e sono considerati parte essenziale della proprietà responsabile. Le linee guida internazionali identificano quattro vaccini “core” (essenziali) che tutti i cavalli dovrebbero ricevere annualmente:
Tetano – causato da spore batteriche presenti nel suolo e nel tratto intestinale, è quasi sempre fatale nei cavalli non vaccinati. Il protocollo prevede una serie iniziale di due dosi a distanza di 4-6 settimane per i cavalli mai vaccinati, seguita da richiami annuali. In caso di ferite profonde, se sono trascorsi più di 6 mesi dall’ultimo richiamo, è consigliabile una dose aggiuntiva.
Rabbia – questa malattia neurologica fatale può essere trasmessa all’uomo, rendendo la vaccinazione ancora più importante. Viene somministrata annualmente a partire dai 4-6 mesi di età.
Encefalomielite Equina (EEE/WEE) – trasmessa dalle zanzare, questa malattia virale causa encefalite con tasso di mortalità elevato. La vaccinazione annuale, preferibilmente in primavera prima della stagione delle zanzare, è essenziale. I puledri ricevono una serie di tre dosi, mentre gli adulti necessitano di richiami annuali.
West Nile Virus – la principale causa di encefalite equina negli ultimi decenni, con circa il 33% di mortalità e possibili effetti neurologici permanenti nei sopravvissuti. Il protocollo vaccinale è simile a quello per l’encefalomielite.
Oltre ai vaccini essenziali, esistono vaccini opzionali raccomandati in base al rischio di esposizione: influenza equina e herpesvirus per cavalli che viaggiano, partecipano a competizioni o vivono in strutture con elevato ricambio di animali (vaccinazione ogni 6 mesi); adenite equina per aree endemiche; e altri vaccini specifici in base alla zona geografica e all’utilizzo del cavallo.
L’esame clinico annuale va ben oltre la semplice somministrazione dei vaccini. Durante la visita di routine, il veterinario esegue un esame completo che include: valutazione generale dell’atteggiamento e dell’aspetto; misurazione dei parametri vitali (temperatura, frequenza cardiaca normalmente 28-44 battiti al minuto, frequenza respiratoria 8-16 respiri al minuto); body condition score per valutare lo stato nutrizionale; auscultazione cardiovascolare e respiratoria; valutazione dell’apparato gastroenterico; esame muscoloscheletrico con palpazione di articolazioni, tendini e legamenti; ispezione dentale; esame oftalmologico; controllo della cute e dei linfonodi; e valutazione degli zoccoli.
La frequenza dei controlli veterinari varia con l’età: i puledri richiedono monitoraggio frequente; i cavalli adulti sani dovrebbero essere visitati almeno annualmente; i cavalli anziani (oltre i 20 anni) beneficiano di controlli semestrali data la maggiore suscettibilità a malattie metaboliche e degenerative.
Conclusione: rispetto, amore e responsabilità verso esseri senzienti
I cavalli non sono semplicemente animali da compagnia o strumenti da lavoro: sono esseri viventi senzienti, capaci di provare emozioni complesse, di costruire legami sociali profondi, e di rispondere al mondo con intelligenza e sensibilità. Ogni pratica di cura descritta in questo articolo – dalla limatura dentale alla ferratura, dalle vaccinazioni alla tosatura – esiste prima di tutto per garantire il benessere e la dignità di queste magnifiche creature.
La scienza moderna del benessere animale ha superato il semplice concetto di assenza di sofferenza per abbracciare una visione più ampia: quella di garantire agli animali non solo una vita priva di dolore, ma una vita che valga la pena vivere, ricca di esperienze positive. I cavalli hanno bisogni fondamentali che vanno oltre cibo e riparo: necessitano di movimento libero, di interazioni sociali con i loro simili, di esprimere comportamenti naturali come il pascolo e il gioco, di routine prevedibili che riducano lo stress, e di relazioni positive con gli esseri umani.
Le cure di routine non sono optional né lussi, ma obblighi etici che discendono dalla nostra responsabilità verso animali che dipendono completamente da noi per il loro benessere. Un cavallo ben curato non solo è più sano e performante, ma è anche più felice, più equilibrato, e in grado di instaurare con noi quella partnership straordinaria che rende il rapporto uomo-cavallo così unico e prezioso.
Al Club Ippico Siciliano, questa filosofia di cura è alla base di tutto ciò che facciamo da oltre 50 anni. Nella splendida cornice di Villa Castelnuovo, immersi nel verde e nella storia di Palermo, abbiamo costruito una tradizione equestre che mette il benessere dei cavalli al primo posto, sempre. Ogni nostro cavallo riceve cure dentali regolari, visite veterinarie puntuali, ferrature programmate, e l’attenzione quotidiana di professionisti appassionati che comprendono e rispettano la natura di questi animali straordinari.
Se siete appassionati del mondo dei cavalli, se cercate un luogo dove la competenza professionale si unisce all’amore autentico per questi animali, vi invitiamo a venire a conoscerci. Al C.I.S. non troverete solo un maneggio, ma una comunità di persone che condividono i vostri stessi valori: il rispetto per la tradizione equestre, l’impegno per la sicurezza e la professionalità, e soprattutto la consapevolezza che ogni cavallo merita cure eccellenti e amore incondizionato.
Venite a scoprire l’avventura equestre nel cuore verde di Palermo. Venite a conoscere i nostri cavalli, testimoni viventi del nostro impegno quotidiano per il loro benessere. Venite a far parte della famiglia del C.I.S., dove la tradizione incontra la passione, e dove il benessere equino non è solo un obiettivo, ma una missione che portiamo avanti con orgoglio da oltre mezzo secolo.
Vi aspettiamo a Villa Castelnuovo, dove ogni giorno scriviamo insieme ai nostri cavalli storie di rispetto, cura e autentica passione equestre.


