Come proteggere i cavalli dal freddo in inverno

da | Feb 4, 2026 | Cavalli & Benessere | 0 commenti

L’inverno, per chi vive i cavalli davvero, non è una stagione da subire. È un tempo diverso, più silenzioso, in cui cambia il ritmo delle giornate e cambiano anche alcuni bisogni. Gennaio e febbraio, in particolare, sono mesi in cui il freddo può farsi sentire, ma quasi sempre il vero fattore critico non è la temperatura in sé. È l’umidità, la discontinuità nella routine, la riduzione del movimento, la gestione del box e dell’acqua. Un cavallo sta bene quando la sua quotidianità resta stabile. Anche d’inverno. E spesso è proprio la stabilità che protegge più di qualsiasi coperta.

Un ambiente asciutto e respirabile protegge più del caldo

La prima cosa da ricordare è che il cavallo è un animale costruito per gestire temperature basse, soprattutto se ha un mantello invernale naturale e vive in un contesto ben organizzato. Ciò che tende a metterlo in difficoltà sono gli sbalzi, l’aria viziata, l’umidità che resta addosso, i box troppo chiusi, o un lavoro saltuario che irrigidisce corpo e testa.

Per questo, in inverno, la cura parte sempre dall’ambiente. È normale voler chiudere tutto per trattenere calore, ma l’aria ferma è uno dei nemici più sottovalutati del benessere del cavallo. Un box invernale deve restare pulito, asciutto e arieggiato. L’obiettivo non è creare caldo artificiale, ma evitare un microclima umido e pesante, perché è lì che spesso nascono irritazioni, tosse e sensibilità respiratorie. A maggior ragione se in scuderia c’è polvere, fieno secco molto volatile o lettiere che trattengono umidità. In Sicilia poi c’è un elemento che spesso pesa più del freddo secco. L’umidità. E l’umidità non si gestisce aumentando strati, ma mantenendo il cavallo asciutto e ben mosso, con una routine che non salti.

Coperta, alimentazione e acqua, la triade che cambia davvero l’inverno

la coperta termica è un grande alleato contro il freddo

Poi c’è la grande domanda di ogni inverno. La coperta serve oppure no? Qui vale una regola semplice. La coperta è utile quando compensa una difficoltà reale, non quando diventa un gesto automatico. Un cavallo tosato, un soggetto anziano, un cavallo che fatica a mantenere peso o che vive in condizioni molto ventose e piovose può trarre beneficio da una copertura ben scelta. Ma coprire troppo, o con il peso sbagliato, può creare il problema opposto. Sudore sotto la coperta, umidità sulla pelle e poi raffreddamento. In pratica, la coperta funziona bene solo se viene controllata ogni giorno, con attenzione. Deve proteggere, non sigillare.

Ed è qui che entrano in gioco alimentazione e acqua. Nei mesi freddi il cavallo consuma più energia per mantenere la temperatura, soprattutto se passa tempo all’aperto. Molti pensano subito ai mangimi, ma la vera base resta la fibra. Un buon fieno in quantità adeguata è uno dei migliori “generatori di calore” naturali, perché la digestione delle fibre produce calore interno e stabilità intestinale. Se in inverno un cavallo dimagrisce o perde tono, spesso il primo controllo da fare è proprio lì. Non per aumentare in modo aggressivo, ma per capire se la gestione è coerente con la stagione.

L’altro tema enorme è l’acqua. D’inverno i cavalli possono bere meno, e spesso chi li gestisce se ne accorge tardi. L’acqua fredda o poco invitante riduce l’assunzione idrica e aumenta il rischio di problemi intestinali, soprattutto se il cavallo fa meno movimento o se la dieta è più asciutta. Per questo gennaio e febbraio sono mesi in cui conviene osservare davvero quanto beve, non dare per scontato che “abbia l’abbeveratoio quindi va tutto bene”. A volte basta poco per migliorare la situazione, come una gestione più attenta della pulizia o una proposta più confortevole nei momenti giusti della giornata.

Movimento e cura quotidiana, perché l’inverno non è una pausa

E poi c’è il movimento. In inverno il cavallo non va messo in pausa. Va semplicemente gestito con intelligenza. Il corpo ha bisogno di continuità. Anche se le sessioni sono più brevi, anche se le giornate sono più fredde, anche se la voglia a volte è meno. Il cavallo che si muove regolarmente mantiene un metabolismo più stabile, articola meglio, respira meglio, e anche mentalmente resta più sereno. È importante però cambiare la qualità della sessione. Un riscaldamento più lungo, più tempo al passo, più gradualità. E soprattutto una buona asciugatura dopo il lavoro, perché in inverno il problema non è sudare, è restare umido.

Il grooming, in questa stagione, diventa ancora più utile. Non solo per pulire, ma per controllare. È uno dei momenti migliori per accorgersi in tempo di pelle irritata, sfregamenti o zone umide che restano sotto la coperta. Lo stesso vale per gli zoccoli. Tra fango e terreni più bagnati, gennaio e febbraio sono mesi in cui la cura quotidiana del piede non è un dettaglio, ma una forma di prevenzione concreta.

Alla fine, la gestione invernale efficace è meno complicata di quanto sembri. È fatta di poche cose, ripetute con costanza. Un ambiente asciutto e respirabile, fibra di qualità, acqua sempre davvero accessibile, movimento regolare e attenzione alle condizioni del singolo cavallo. Perché ogni cavallo è diverso. C’è chi regge benissimo e chi ha bisogno di più supporto. L’inverno non chiede interventi estremi, chiede ascolto.

E c’è un aspetto che spesso ci dimentichiamo. L’inverno può essere un momento bellissimo per vivere l’equitazione con più profondità. Meno frenesia, più relazione, più tempo per costruire base, fiducia e cura. È una stagione in cui il cavallo ti insegna a non avere fretta, a fare bene le cose semplici.

Se vuoi vivere questa dimensione in modo autentico, e scoprire l’equitazione come percorso completo anche nei mesi più freddi, il C.I.S. a Villa Castelnuovo è il luogo ideale per farlo. Qui la tradizione equestre incontra la professionalità e un contesto verde e storico che rende ogni lezione un’esperienza vera, per chi ama i cavalli e vuole crescerci insieme.

Quando è davvero necessario mettere la coperta al cavallo in inverno?

È utile quando il cavallo è tosato, anziano, tende a perdere peso o vive in condizioni molto umide e ventose. Se invece mantiene una buona condizione corporea e un mantello naturale, spesso è più importante proteggerlo da pioggia e vento e garantire una routine stabile.

Perché in inverno alcuni cavalli bevono meno e cosa si può fare

Con il freddo l’acqua può risultare meno “invogliante” e il cavallo tende a ridurre l’assunzione idrica. Conviene controllare più spesso che l’acqua sia sempre pulita e disponibile e osservare se il cavallo sta bevendo davvero, perché bere poco può aumentare il rischio di coliche e stipsi.

In inverno è meglio far lavorare meno il cavallo o mantenere l’attività

L’attività regolare resta fondamentale, anche se con ritmi più morbidi. In inverno conta più la continuità che l’intensità, con riscaldamento più lungo, progressione graduale e attenzione all’asciugatura dopo il lavoro per evitare che resti umido.

Quali sono i segnali da non sottovalutare nei mesi freddi

Tosse che si ripete, rigidità marcata, calo di energia, dimagrimento o cambiamenti nel modo di bere e mangiare sono segnali da osservare con attenzione. In inverno conviene intervenire presto, perché piccoli squilibri possono peggiorare più rapidamente rispetto ad altre stagioni.

Continua a esplorare il mondo del CIS

Ogni percorso è un viaggio. Scopri di più sulla nostra scuola di equitazione e sulla scuderia, il cuore pulsante del CIS.

Scuola di Equitazione

Dai primi passi in sella alla preparazione agonistica, la nostra scuola ti accompagna con istruttori qualificati e percorsi su misura.

Club

Vivi l’equitazione in un ambiente esclusivo, immerso nella storia e nella natura. Scopri il Club e tutti i vantaggi riservati ai nostri soci!

Menu

Home
Scuderia
Scuola
Club
Magazine
Contatti

Social Media

Contattaci